Sulle colline di Scandicci, all'interno di una macchia di pini nei pressi di Villa i Lami, sorge il Mulinaccio.

Mulinaccio di scandicci

 

 

 

 

La costruzione della struttura, che collega le due sponde del borro del Masseto, inizia nel 1634 ad opera della famiglia Galli, come diga per creare un lago artificiale ed un vivaio.

Il mulino vero e proprio viene realizzato nel 1648 e rimane in attività per circa un secolo.
Nelle mappe catastali ottocentesche viene già indicato come “mulino rovinato”, e probabilmente il nome attuale di Mulinaccio risale a questa epoca.

Fin dal suo abbandono fu meta delle passeggiate domenicali della popolazione dei d'intorni, e per la suggestione del luogo è stato spesso al centro di leggende e racconti.


Dell’imponente edificio originario, recentemente ripulito e risistemato dal Gruppo Archeologico Scandiccese, rimangono visibili i tre livelli, le arcate tonde e le volte a botte, all’interno delle quali l’acqua faceva girare una ruota in orizzontale, a cui erano collegate le macine. Pochi metri più a valle sono visibili altri piccoli edifici dalla stessa funzione.

Mulinacio ripresaNel corso del 2010, nell’ambito del 5° Censimento dei "luoghi del cuore" promosso dal Fai (Fondo Ambiente Italiano), il Molino dei conti Galli Tassi  risultò al quinto posto in Toscana per segnalazioni ricevute.

In quell’occasione sono stati collocati sul posto numerosi cartelloni esplicativi sia della storia dell’edificio che dei lavori effettuati, valorizzando il luogo e rendendolo maggiormente accessibile e sfruttabile.

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